venerdì 9 dicembre 2011

L'insurrezione colombiana ratifica l' unità nella lotta


E’ uscito oggi un comunicato congiunto da parte dei due gruppi guerriglieri che operano in Colombia,  nel  quale  viene ratificato il loro impegno nella lotta per quelle profonde trasformazioni che considerano necessarie nella costruzione della pace in un contesto di giustizia sociale.
I comunicato ci rivela che il Frente de Guerra Darío Ramírez Castro del Ejército de Liberación Nacional (ELN) e il  Bloque del Magdalena Medio de las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC) si sono incontrati per discutere di questo in un “contesto di fratellanza rivoluzionaria, solidarietà e impegno nella lotta per i suddetti obbiettivi”
“ Questo atto di rafforzamento dell’unità rivoluzionaria è parte dell’omaggio che noi delle forze insurrezionali in Colombia dedichiamo al comandante Alfonso Cano, caduto in un combattimento impari, scontrandosi con  la macchina da guerra che gli Stati Uniti applicano nel paese” aggiunge il testo del comunicato, e che “davanti la caduta del massimo esponente della FARC, l’insurrezione colombiana aumenta nell’impegno e morale della lotta”. Il messaggio afferma  inoltre che “la crisi del capitalismo, la rivolta dei diseredati e indignati, la mobilitazione dei giovani e studenti, contadini, comunità indigene e nere per la pace e la terra nel paese sono incoraggiamenti per mantenere in alto la bandiere per la costruzione di una Colombia giusta” e conclude dicendo “che seguiranno nella strada dell’unità e nella lotta per la seconda e ultima indipendenza della Colombia”.

martedì 6 dicembre 2011

V Edizione - América Latina Tierra de Libros 2011 - 7/11 dicembre

L'IILA: SCRITTORI, LIBRI E MUSICA PER LA CULTURA DEL DIALOGO
L’IILA con la sua IV edizione di “America Latina Tierra de Libros” anche questo anno a “Più libri Più liberi”
Dal 7 all’11 dicembre 2011, alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi” presso il Palazzo dei Congressi di Roma, l’Istituto Italo-Latino Americano presenta la IV edizione di América Latina Tierra de Libros”: Diálogo entre Culturas / la Cultura del Dialogo”.
L’iniziativa dell’IILA promossa dalla sua Segreteria Culturale, ha anche quest’anno l’ambizioso obiettivo di incoraggiare scambi e sinergie tra la produzione editoriale latinoamericana e la piccola e media editoria italiana, proponendo un dibattito su una cooperazione culturale rafforzata a sostegno del dialogo tra culture e per una cultura del dialogo, tra il continente europeo e l’America Latina, accompagnato da un viaggio attraverso il linguaggio che cambia nelle trasmigrazioni e un focus particolare sul linguaggio nella musica latinoamericana.
L’IILA –“América Latina Tierra de Libros”, come tutti gli anni, durante i giorni della Fiera organizzerà un ricco programma che si avvarrà della partecipazione di affermati scrittori latinoamericani, rappresentando le nuove tendenze letterarie del Continente già inserito nel mondo internazionale delle lettere.
In questa edizione l’attenzione sarà inoltre concentrata sul linguaggio musicale, il quale, nel giudizio dei curatori, rappresenta l’archetipo universale del dialogo che, attraverso ritmi, armonie e melodie, ha la forza primigenia di porre in empatica comunicazione l'esecutore con l'ascoltatore ben oltre le possibili barriere culturali.
Ampio spazio, dunque, alla musica con un focus intitolato “Il linguaggio della musica latinoamericana”, che coinvolgerà esperti di cultura latinoamericana musica e musicisti, e che culminerà con il concerto del maestro Héctor Ulises Passarella e il suo gruppo del Centro del Bandoneón.
In "América Latina Tierra de Libros”, il pubblico, attraverso Tavole Rotonde, dibattiti e conferenze, incontrerà gli scrittori invitati dall’America Latina, che illustreranno il loro lavoro, pensiero e le loro proprie riflessioni sull’America latina di fronte al mondo. Finora hanno confermato la loro partecipazione alla IV edizione di “América Latina Tierra de Libros”, gli scrittori latinoamericani: William Ospina, Premio Rómulo Gallegos 2009, Santiago Gamboa, Premio de novela La otra orilla 2009, Luz Mary Giraldo, Premio Internacional de Cuento Juan Rulfo 1999, (Colombia); Santiago Roncagliolo, Premio "Carabela de Plata" de Periodista Latino 2010, Premio Alfaguara 2006, (Perú); Milton Fernández, Premio concorso Terre di mezzo 2004, Leonardo Garet Poeta, Narratore, critico letterario (Uruguay); Mario Araújo, Premio Jabuti de Literatura 2006, Claudia Souza, Psicologa, scrittrice e ricercatrice - Presidente dell'Istituto Callis - Italia (Brasile); Reynaldo González Zamora; Premio Nacional de la Crítica Literaria del Cine cubano (Cuba); Emiliano Monge, finalista del premio Antonin Artaud 2008 (Messico); Patricio Pron, Premio Jaén de Novela 2011 con il romanzo “El comienzo de la primavera", distintasi alla Fundación José Manuel Lara quale una delle cinque migliori opere pubblicate in Spagna nel 2002(Argentina).
Nello spazio messo a disposizione dalla stessa Fiera per l’America latina, nel’arco dei cinque giorni della manifestazione, l’IILA, con la collaborazione delle 20 Ambasciate dei suoi Paesi Membri, dà l’opportunità agli editori latinoamericani di presentare e promuovere la loro più recente produzione editoriale, invitando i visitatori a trovare un maggiore piacere verso la lettura e la cultura del libro latinoamericano

11° Festival AntiFascista Buenos Aires


Sabato 17 Dicembre 2011
Daller 14 alle 21
Nel parcheggio della Facolta' di Scienze Sociali
Paraguay y azcuenaga
che partecipano al festival.



11°FESTIVAL ANTIFASCISTA




Continuiamo a dimostrare che siamo più vivi che mai!


Suoneranno:
... Ajuste de kuentas (punk hardcore) - Juventud Perdida (punk) - Reskatate (ragga consciente) - Viejo Solar (rock n roll) - Sangre Dorada (oi!) - Fuera de Control (hardcore punk desde rosario) - Degeneraos (punk) - Acidos Populares (punk) - Tango 14 (oi!) - Puñalada oi! (desde rosario) - Los Disckolos (punk) - Alerta Punk (punk 77) - Staya Staya (ska) - Kaya Dub - Comuna 4 (rap hc) ed altri invitati per alliere la giornata!
Inoltre esposize di Fanzines, Magliette, Cds. Bar a prezzi popolari
I gruppi inizieranno a suonare alle 14 puntuali, arrivate presto per supportare tutti i gruppi

COMBATTENDO IL FASCISMO IN TUTTE LE SUE FORME
BUENOS AIRES ANTIFASCISTA


    lunedì 5 dicembre 2011

    Grazie Dottor Socrates!

    Grazie dottor Socrates. Mi ricordo quando fu annunciato il tuo arrivo, era l’estate del 1984. La Fiorentina l’anno prima era arrivata terza disputando un grande campionato. Tutti aspettavano il grande acquisto promesso dall'allora presidente Pontello che doveva consolidare la Fiorentina ai vertici del campionato. Addirittura qualche voce sguaiata e appassionata aveva indicato anche il nome di Maradona. E invece arrivasti te, Socrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira ma semplicemente Socrates. E la piazza fiorentina , così morbosamente appassionata si entusiasmò. Eri capitano della seleçao brasiliana, quella squadra fortissima che solo una sfortunata ironia dei sorteggi l’aveva fatta incontrare con l’Italia prima delle semifinali. Quella splendida partita che fu la vera finale del mondiale. Dove s’incontrarono le 2 squadre più forti del torneo dando vita ad una appassionante e spettacolare partita. E segnasti, facesti gol….ma alla fine vinse l’Italia 3-2.
    Negandoti la possibilità di diventare il capitano della squadra campione del mondo.
    Ma non eri solo un grande giocatore, e la tua forza non era
    solo nei tuoi piedi e nel tuo formidabile colpo di tacco, “El taco de Dios” ti chiamavano, che ti permetteva di smarcare i compagni senza troppa fatica ma eri un uomo di cultura. Una cultura che irrompeva prepotente già dal tuo nome, che tuo padre ti aveva  dato  in onore al filosofo ateniese, e che era confermata dalla tua laurea in Medicina. Qualcosa di raro  nel mondo dei calciatori.
    Ed eri anche un uomo di pensiero, di ideali. Ti eri opposto alla dittatura in Brasile. Avevi fatto stampare la parola “Democracia” sulle maglie del tuo Corinthias con i numeri all'incontrario. Non volevi venire via dal tuo amato Brasile, partisti quasi per protesta, quando non furono concesse le elezioni presidenziali. Arrivando così in Italia.

    A Firenze non combinasti molto. E forse arrivasti nel periodo sbagliato. Il calcio stava cambiando. Era la metà degli anni ‘80 gli inizi del berlusconismo, dell’esasperazione del calcio miliardario dei diritti televisivi, del dover vincere per forza. E stava cambiando la società italiana, l’idealismo che aveva caratterizzato gli anni settanta stava lasciando spazio all’indifferenza ,al menefreghismo e all’individualismo. Un disastro. Non c’era posto per te e per le tue idee. E calcisticamente non compicciasti un granché. Per te il calcio era soprattutto divertimento e non potevi digerire gli allenamenti duri, la disciplina e soprattutto i ritiri! Imposti dai presidenti, dove veniva riprodotta una disciplina da caserma. Ti rendi conto…. Te! Che nel Corinthias  avevi iniziato quello straordinario progetto chiamato “Democrazia Corinthiana”, scacciando l’ allenatore, imponendo l’autogestione e abolendo così la odiosa gerarchia. Un messaggio chiaro a l’ elite politica che comandava in Brasile negli anni del Plan Condor. Uno straordinario esperimento di socialismo applicato, un piccolo contributo per spianare una possibile via al “socialismo del 21° secolo”. No, il calcio italiano non faceva per te. Preferivi lo studio di Gramsci allo studio degli schemi di gioco. Circolava una leggenda che in occasione di una cena col presidente Pontello, che oltre che padrone della Fiorentina era il simbolo della lobby fiorentina del cemento, gli regalasti provocatoriamente un libro di Gramsci. Realtà? O forse leggenda nata dalla scanzonatura fiorentina… non importa! Volevi tornare in Brasile, ogni giorno cancellavi un giorno nel calendario…i giorni che mancavano al tuo ritorno in Brasile. E ci sei tornato dopo un anno soltanto. Non ti sei espresso ai tuoi livelli, non ci hai mai sorpreso con  i tuoi colpi di tacco. Ti hanno dato del “bidone”… idioti! E la Fiorentina l’hai anche un po’ snobbata…. Ma io ti dico grazie, sei stato un personaggio che ha fatto bene a Firenze. E sono sicuro che gli hai anche voluto bene… ma preferivi i popolari  bar di S.Frediano e le Case del Popolo dove trascorrevi le ore a bere vino rosso e a parlare di politica che le esclusive cene  mondane con i tuoi compagni di squadra, iscrivesti i figli alla scuola pubblica invece degli élitari istituti privati. Il tuo sguardo era comunque rivolto al popolo. E anche il popolo di Firenze se n’era accolto e ti ha voluto bene. Mi ricordo una partita di fine campionato, avevo solo 11 anni ed ero allo stadio con mio padre, era già primavera inoltrata faceva caldo. Era un Fiorentina – Udinese, non so perché non giocavi, eri in tribuna. Ad un certo punto si aprì il cancello verde che divide la tribuna dalla Fiesole, ed entrasti te in curva, con la tua faccia sporca e il tuo stile trasandato… e finisti di vedere la partita con gli ultras! Non c’era una piazza da riconquistare…che te ne sarebbe importato? Il tuo addio era palese e annunciato. Ma preferisti finire di vedere la partita con “noi”, in curva con il tuo popolo… e il popolo rispose abbracciandoti e intonandoti cori..  per quale motivo? Non ti eri mai  impegnato per la Fiorentina, e guarda che è una cosa che la Firenze tifosa non perdona facilmente. Ma ti avevamo apprezzato per la tua genuinità e rispettato come uomo, ci avevi insegnato che anche nel mondo del calcio ci può essere lo spazio per delle idee e per la coerenza, e che non necessariamente tutto si appiattisce nel business e nell'esasperazione.
    Adesso che sei passato a miglior vita per colpa dei  i tuoi vizi, dei tuoi eccessi e dal tuo essere fuori dagli schemi, qualche perbenista e bigotto dirà che hai fatto una morte da idiota, che chi è “causa del suo mal pianga se stesso” e tutte queste stronzate, ma te  da lassù “pigliali di tacco!”. Alla salute dottore….  a pugno chiuso e ancora grazie!
    Gabriele Morandi

    sabato 3 dicembre 2011

    Comunicato urgente dalla Colombia


     200 PARAMILITARI PRENDONO IL CONTROLLO DELLA ZONA DI SAN JOSE’ DE APARTADO CON LA COMPLICITA’ DELLO STATO MINACCIANDO DI SGOMBERO E DI MORTE I CONTADINI
    Il Lunedì 28 novembre, circa 200 paramilitari sono giunti a  La Esperanza, dove hanno sequestrato la gente per molte ore tenendole chiuse nel centro di salute, e impedendogli di comunicare. Starebbero controllando i precedenti di ognuno. Inoltra hanno detto che hanno comprato molte tenute a Playa Larga e che l’ordine è che le terre e le fattorie di cui hanno bisogno gli siano vendute, volente o nolente. Già hanno comprato 3 grandi tenute a Playa Larga dove avranno le loro basi e hanno dichiarato la loro volontà di fare lo stesso in tutta la zona.
    Questa situazione è molto drammatica, perché la zona sta rischiando un imminente sgombero ed è in pericolo la vita della gente. Pretendendo così di sottomettere la comunità della zona alla logica paramilitare. Ci neghiamo a questo e non lo accetteremo, obbedendo solo ai nostri principi.
    Chiediamo solidarietà davanti a queste situazioni e appoggio per esigere dallo Stato il cessare di questa situazione e la sua complicità.
    Le nostre denunce seguono senza lo Stato mostri mai nessuna preoccupazione per l’azione intensa del paramilitarismo. Che è un braccio armato che lavora e reprime in piena coordinazione con la forza pubblica.
    I paramilitari insistono che ci sottomettiamo a loro, minacciando di sterminarci.
    Il presidente Santos è al corrente di questi orrori ma si rifiuta d’intervenire. Le forze paramilitari continuano intatte e protette dalla forza pubblica. Continuiamo a chiedere la solidarietà e a denunciare tutto questo, sicuri che la gente cosciente continui a camminare con noi in una resistenza morale davanti a questa infamia.
    La Comunità di Pace ha invitato le autorità ad agire ed ha denunciato i seguenti fatti:
      Lunedi 14 Novembre 2011: alle 18:00, 30 paramilitari sono arrivati nel villaggio di La Esperanza, con fucili e abiti civili, è entrato nelle case, tra le famiglie della nostra comunità. Ancora una volta hanno ripetuto il loro messaggio: quelli che non si sottomettono a loro e non lavoreranno con loro, devono partire o morire, loro agiranno con ancora più forza.
    Venerdì 18 NOVEMBRE 2011: alle 16:00, ancora una volta paramilitari entrati nel villaggio di La Esperanza, questa volta in abiti mimetici e fucili., dicendo che avrebbero iniziato a agire con maggiore decisione.
      Sabato 19 e Domenica 20 NOVEMBRE 2011, durante il giorno i paramilitari erano presenti nelle strade adiacenti ai villaggi di La Esperanza, Rodoxalí e El Porvenir. Hanno creato posti di blocco rubando le persone che trasportano cibo, dicendo che è vietato portare cibo per le case poichè hanno dichiarato il blocco di cibo. Chi viola tali disposizioni sarà ucciso.
    Martedì 22 novembre 2011: dalle ore 05:00 alle ore 09:00, ci sono stati scontri tra paramilitari e la guerriglia nei villaggi di La Esperanza e Playa Larga, coinvolgendo civili. Diverse famiglie hanno dovuto scappare durante la  battaglia per salvare le loro vite. Anche in questo caso è evidente che i paramilitari, che continuano ad agire in stretta unione con l'esercito, vogliono usare come scudo la popolazione civile, e questo è un crimine di guerra. Anche la settimana scorsa sono stati denunciati simili eventi.
    Le famiglie di La Esperanza, e quelli di Rodoxalí, El Porvenir e nei villaggi circostanti sono ad alto rischio. Diverse famiglie vogliono spostarsi. Pertanto chiediamo che si intervenga davanti al governo per chiedere il cessare delle azioni paramilitari, che sono le stesse azioni dello Stato camuffate. La Comunità di La Paz rimarrà ferma al proprio posto e non si sottometterà a gli ordini di questi criminali incaricati dallo Stato.
     Fonte: http://prensarural.org/spip/spip.php?article6877

    Folco Testena: un intellettuale e idealista italiano sbarcato sul Rio de la Plata

    Con questo post voglio iniziare una serie di contributi che parlino di un aspetto particolare della immigrazione italiana in Sudamerica e soprattutto sul Rio de la Plata. Un aspetto costituito da peculiari personaggi: poeti, scrittori e soprattutto idealisti che sbarcarono  all’inizio del’900, in una fase storica cruciale, portandosi spesso insieme a qualche scheletro nell’armadio anche una notevole vivacità intellettuale e ideale.
    Inizio oggi introducendo il personaggio di FolcoTestena.  Con questo pseudonimo il marchigiano Comunardo Braccialarghe intraprende la sua importante carriera di critico letterario, traduttore e giornalista nel Rio della Plata.
    Testena nasce a Macerata nel 1875. Di famiglia socialista da cui eredita gli ideali e la tendenza libertaria (significativo il nome Comunardo, palese riferimento alll’esperienza della comune di Parigi), fu seguace delle idee di Amilcare Cipriani e nel 1897 partecipa alla spedizione di Ricciotti Garibaldi a fianco dei greci nella guerra greco - turca guadagnandosi il grado di sottotenente. Fu insegnante del giovane Benito Mussolini, nella sua fase di “sovversivo di estrema sinistra”.
     Emigra in Argentina negli anni dieci del ‘900 in seguito ad una condanna per bancarotta fraudolenta aggiungendosi così alla consistente comunità marchigiana presente nel paese latino americano.Diventa una figura importante del giornalismo italiano in Argentina, inizialmente come redattore della “Patria degli italiani”, poi come direttore de «L’Italia del popolo» e infine dopo l’intermezzo del ritorno alla «Patria» (sarà corrispondente da Montevideo) negli anni trenta sarà direttore del quotidiano «Il giornale d’Italia».  È espulso dall’Argentina nel 1935, in seguito  a “intemperanze verbali”nei confronti del ministro degli esteri argentino che a Ginevra aveva votato a favore delle sanzioni all’Italia in seguito all’aggressione all’Etiopia. Farà ritorno in Argentina solo dopo la fine della guerra riprendendo a frequentare la redazione del «Giornale d’Italia». Muore a Buenos Aires nel 1951.
    La storia politica di Testena è quanto mai controversa e a momenti indecifrabile anche per le stese autorità. Cresciuto negli ambienti del socialismo bakuniano e a contatto con i suoi esponenti come Malatesta, Andrea Costa e Pietro Gori, diverrà interventista nel 1915 sostenendo l’Italia in guerra dalle pagine de «L’Italia del Popolo» a cui aveva dato un’impronta mazziniano-democratica.
     Con l’avvento del fascismo inizia il percorso controverso di Testena. E’ inizialmente avverso al regime: con Enrico Pierini (che nel frattempo è il nuovo direttore de «L’Italia del Popolo») e Giuseppe Parpagnoli nel 1924 è tra i fondatori del circolo Giacomo Matteotti di Buenos Aires e l’anno seguente collabora alla fondazione dell’Associazione internazionale della stampa antifascista di cui ne cura lo statuto e al progetto che rimarrà incompiuto del Fronte unico antifascista. Ma già dal 1926 interviene più volte nel giornale «Critica» con articoli che un certo qual modo suonano ad approvazione del fascismo e sulla rivista «Nosotros» invita a smorzare i toni della polemica antifascista, affermando gli eccessi degli oppositori di Mussolini in esilio. Nel 1934 l’ufficio stampa dell’ambasciata italiana definirà Testena (nel frattempo divenuto direttore del «Giornale d’Italia») “un simpatizzante del regime con idee indipendenti e alcune volte critiche”.
     In un suo libro scritto alla fine degli anni ’30 in occasione di un suo rientro in Italia: Veinte días de un socialista en la Roma de Mussolini, Testena descrive l’esperienza fascista come un’interpretazione pratica del suo ideale socialista. Il percorso politico distorto e gli atteggiamenti incoerenti di Testena saranno però giustificati da Ettore Rossi, direttore dell’autorevole settimanale «Il corriere degli italiani» che nello stesso giornale (alla sua morte) ricorderà che la stessa sorte era toccata a tanti socialisti e anarchici, che si erano trovati come lui a “procedere nel duro mondo attuale, mentre il (loro) cuore e il (loro) cervello erano perduti nella diradata atmosfera dei sogni e dei miraggi di fine secolo”.Ma è nell’ambito di traduttore e di critico letterario che emerge il valore e la figura di Folco Testena. Infatti, parallelamente alla sua attività di giornalista nei giornali della comunità italiana, si dedica ad un intenso lavoro di scrittore conferenziere e traduttore di opere italiane nello spagnolo rioplatense ed opere argentine in lingua italiana. Tra le molte opere da lui tradotte spicca la traduzione (uscita nel 1919) del Martín Fierro di Hernández, che fu la prima traduzione in italiano del grande classico della letteratura argentina.Ma parlando della figura di Testena è importante evidenziare la sua partecipazione al dibattito culturale, la quale coinvolse in maniera determinante l’impostazione con la quale veniva proposto e dibattuto l’aspetto letterario nelle pagine de «L’Italia del popolo» nei due anni in cui  ne fu direttore.  Due elementi caratterizzano le posizioni di Folco Testena a riguardo:
    1.             La necessità di una reciproca conoscenza della letteratura tra argentini e italiani
    2.             La letteratura italiana come portatrice dei valori risorgimentali e patriottici
    Folco Testena è stato anche un prolifico autore di romanzi, di cui mi va di segnalare La barca di Caronte (1923), straordinario esempio di quella che sarà definita “letteratura di emigrazione”, in cui vengono dipinti significativi ed emotivi  quadretti di vita nella comunità italiana a Buenos Aires: dove l’anarchico Corrisvelto, dopo essersi più volte tratto d'impaccio grazie alla sua fisarmonica, "piangeva suonando" al pensiero dei compagni uccisi dalla polizia nella Buenos Aires del primo dopoguerra.
    Gabriele Morandi

    venerdì 2 dicembre 2011


    Inizia oggi  in Cile la 1° Fiera del libro popolare e delle organizzazioni sociali. Si svolgerà sia a Concepcion ( ma solo nella giornata di oggi, nella Università di Concepcion attualmente occupata dagli studenti) e a Santiago in Cile davanti all’Università de Los Lagos. La fiera è organizzata da varie organizzazioni sociali, editoriali e collettivi popolari che da circa sei mesi stanno lavorando a  un luogo gratuito ,libero e pensante , chiamato  America Latina desde el bajo . Precederà l’inaugurazione , un percorso con la “Commissione Etica contro la tortura” che toccherà i luoghi simbolo della violazione dei diritti umani in Cile. Sarà presente Raùl Zibechi, prolifico giornalista che ha scritto vari libri sui movimenti sociali  in America Latina. Seguirà alle 15 di oggi davanti all’Università de Los Lagos l’inaugurazione della fiera.
    La Fiera sarà uno spazio completamente gratuito, aperto a tutti dalle 12 fino alle 23, e dove sono previste diverse tavole di discussione sopra arte , comunicazione, ambiente, storia, politica ,verranno presentati  libri e verrà organizzato uno spazio adibito alla proiezione di documentari. Saranno inoltre organizzati laboratori  di teatro, danza e musica. PROGRAMMA
    E’ stato inoltre fatto un accordo con tutte la Case Editrici, per fare in modo che i libri non superino i $ 5000, in maniera che possano essere accessibili a tutte le tasche.
    Lo slogan della manifestazione è:
    A la calle no hay quien la calle!, giuoco di parole in lingua castigliana per dire che …nella strada nessuno sta zitto!

    Gabriele Morandi

    Nicaragua:Denunciano presunto complotto per annullare risultati elettorali e creare il caos



    Giornata elettorale a Managua © (Foto G. Trucchi)
    Coinvolti dirigenti e candidati dell’opposizione e funzionari dell’ambasciata statunitense


     Managua, 1 dicembre - Il Pubblico Ministero elettorale ha accolto questo mercoledì (30/11) la denuncia presentata dall’ex colonnello Victor Boitano, secondo la quale vari settori dell’opposizione nicaraguense, in combutta con l’ambasciata statunitense, avrebbero ordito un piano nei mesi scorsi per destabilizzare il processo elettorale e delegittimarne i risultati.

    Le elezioni dello scorso 6 novembre hanno sancito la netta vittoria dell’Alleanza Unita Nicaragua Trionfa, capeggiata dal Fsln (Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale) e la rielezione dell’attuale presidente Daniel Ortega con circa il 62 per cento dei voti.

    Con questo risultato, Ortega e il Fsln non solo continueranno a controllare l’azione del governo, ma godranno anche della maggioranza assoluta in Parlamento, nonché dei voti necessari per approvare eventuali riforme alla Costituzione e a leggi di rango costituzionale. Nel mirino c’è infatti la legislazione elettorale, duramente criticata dall’opposizione e dalle principali organizzazioni nazionali e internazionali d’osservazione elettorale.

    Personaggio molto discusso in rotta da alcuni anni con il Fronte Sandinista, Boitano si è presentato come candidato a deputato per l’Aln (Alleanza Liberale Nicaraguense) ed è stato recentemente denunciato e poi detenuto, per avere usato armi da fuoco contro attivisti sandinisti lo scorso agosto, durante le celebrazioni della festa patronale di Managua.

    Su di lui è poi caduta l’accusa di avere pianificato il sequestro di una delle figlie della coppia presidenziale, con l’obiettivo di creare il caos nel Paese a pochi mesi dalle elezioni.

    Adesso, mentre su di lui si stringono le maglie della giustizia, Boitano ha deciso di denunciare un presunto piano di destabilizzazione del Paese che coinvolgerebbe la struttura nazionale dell’Alleanza Pli, principale forza d’opposizione durante le passate elezioni, che ha ottenuto il 31 per cento delle preferenze.

    Tra i principali accusati, l’ex militare, che assicura di avere presentato tutte le prove necessarie a supporto della grave denuncia, menziona i vertici del Pli (Partito Liberale Indipendente), del Mrs (Movimento Rinnovatore Sandinista) e funzionari dell’ambasciata statunitense in Nicaragua.

    Secondo Boitano, l’ambasciata avrebbe sborsato circa 30 milioni di dollari per varie attività sovversive in Centroamerica, ma soprattutto in Nicaragua. Questi fondi sarebbero serviti per “seminare il caos e la violenza prima, durante e dopo le elezioni”.

    Tra le persone accusate figurano l’ex banchiere e leader dell’opposizione Eduardo Montealegre, il coordinatore nazionale della campagna elettorale dell’Alleanza Pli, Eliseo Núñez, il candidato presidenziale di quest’alleanza, Fabio Gadea, i deputati liberali ed ex controrivoluzionari Carlos Gadea e Maximino Rodríguez e l’ex maggiore dell’esercito Carlos Brenes.

    Tra i dissidenti sandinisti vengono menzionati l’ex generale Hugo Torres, l’ex ministro degli Esteri, Victor Hugo Tinoco, il coordinatore del Mrs e candidato alla vicepresidenza Edmundo Jarquín e l’ex colonnello Irving Dávila.

    Segnalati anche vari funzionari della missione diplomatica statunitense in Nicaragua, tra cui l’ex ambasciatore Robert Callahan, il membro dei Corpi di Pace Tyler Sparks e Arthur Snatt.

    “Li sto accusando per i reati di sabotaggio delle elezioni, cospirazione contro lo Stato, per pianificare la destabilizzazione del Paese e per gli attacchi perpetrati contro la Polizia e l’Esercito. Li accuso, inoltre, per vari episodi di violenza con l’obiettivo di creare il caos e l’anarchia nel Paese e per la distruzione di materiale elettorale”, ha detto Boitano al nutrito gruppo di giornalisti accorsi negli uffici del pm Armando Juárez.

    Giura anche di essere stato avvicinato nel 2007 dai servizi segreti statunitensi, cioè subito dopo avere lasciato l’Esercito, per iniziare a collaborare con la CIA.

    Durante le settimane che hanno preceduto le elezioni, i magistrati del Cse (Consiglio Supremo Elettorale) avevano ripetutamente denunciato presunte manovre dell’Alleanza Pli per creare il caos nel Paese e boicottare le elezioni. Avevano accusato la dirigenza di questa coalizione di avere promosso gli episodi di violenza avvenuti nel nord del Nicaragua, tra cui blocchi stradali, scontri con la Polizia, distruzione di urne, nonché la mai chiarita richiesta di cambiare circa 19 mila membri di lista a sole 48 ore dalle elezioni.

    Nonostante le segnalazioni fatte dagli osservatori internazionali e da settori della società nicaraguense circa le numerose irregolarità, l’evidente debolezza e fragilità del sistema elettorale e la presunta parzialità dei magistrati elettorali a favore del partito di governo, nessun Paese al mondo od organizzazione multilaterale hanno messo in dubbio la veridicità dei risultati del 6 novembre e la schiacciante vittoria del presidente Ortega.

    Nonostante ciò e senza avere mai presentato nessun tipo di prova, i partiti d’opposizione e parte della cosiddetta società civile insistono nel denunciare la presunta “frode elettorale” e a chiedere nuove elezioni, contando soprattutto sul sostegno dei settori più retrogradi dell’estrema destra nordamericana, per lo più legati alla mafia anticastrista di Miami.

    Questo giovedì (1/12), infatti, la Commissione esteri della Camera degli Stati Uniti ha realizzato un dibattito sulle elezioni nicaraguensi. Durante la seduta, i principali falchi repubblicani, capeggiati dalla reazionaria Ileana Ros-Lehtinen, hanno chiesto al governo Obama di non riconoscere il nuovo governo Ortega e di tagliare qualsiasi tipo di aiuto o finanziamento.

    Il primo vero banco di prova sarà la manifestazione di protesta indetta dall’opposizione per questo sabato (3/12) a Managua, alla quale ha aderito anche l’Alleanza Pli. L’ex candidato Fabio Gadea, durante uno dei suoi abituali sproloqui, ha nuovamente minacciato l’uso della forza contro il partito di governo e ha accusato la comunità internazionale di mantenere una posizione “debole” di fronte alla frode realizzata dal Fsln.

    “La comunità internazionale è rimasta immobile. Sembra che abbia bisogno di fiumi di sangue per iniziare a muoversi”, ha detto l’ottuagenario ex candidato.

    © (Testo e foto Giorgio Trucchi  - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione  Italia-Nicaragua  www.itanica.org)